E’ domenica 08 dicembre 2021 e mi arriva un messaggio in Whatsapp. Lo leggo e lo rileggo. Forse ho letto velocemente e non ho capito bene. Lo rileggo di nuovo. Elisa mi dice che Kiwi, il suo cagnolino di un annetto e mezzo, non c’è più. Troppo presto.

Ho avuto l’opportunità di seguirli in un percorso insieme e ho visto l’impegno e l’amore di una famiglia per migliorare il loro rapporto con il loro cane. Ricordo il piccolo tornado di nome Kiwi, con un’energia da vendere.

Oggi riporto la testimonianza che Elisa ha deciso di condividere perché arrivi ancora una volta il messaggio che un cane non è un diritto e decidere di conviverci comporta anche doveri. E’ parte della famiglia a tutti gli effetti. Viverci insieme è una grandissima opportunità. E va colta.

12/08/19-06/12/21 sul calendario sono tanti giorni se li conti uno per uno ma poi nella vita reale è stato tutto troppo poco, come una sferzata di vento fresco in estate: neanche il tempo di goderne che già è scappato tra i capelli e sulla pelle.

847 giorni sono trascorsi insieme al nostro fantastico cagnolino. Avevo deciso di chiamarlo Kiwi perché cercavo un nome strano poco usato e simpatico. E lui era proprio un Kiwi di nome e di fatto! Erano passati più di 10 anni da quando avevo perso il mio amato Oliver, morto di vecchiaia tra le miei braccia. Non avevo più voluto cani. Finché ho preso casa e la cagnolina dei miei zii è rimasta incinta per l’ennesima volta. Ho voluto a tutti i costi un nuovo amico e ho detto che avrei preso un maschio. L’unico maschio della cucciolata era lui, il più piccolo, il più debolino, quello che faticava ad arrivare a ciucciare perché le sorelle lo scansavano, lui con quelle sue orecchie enormi, alto forse forse 10cm che trotterellava e cadeva spesso.

Ci stava nella mia mano, sembrava un topolino dal naso rosa e dalle mille macchie nere su quelle zampe e su quel pancino! Era uno spettacolo…

E’ entrato in casa insieme a noi – siamo andati a convivere il 20 ottobre 2019 – e lui ha varcato la porta di casa con noi. È sempre stato parte integrante della nostra famiglia, curiosissimo e protettivo; era ovunque eravamo noi, l’ombra perfetta. E ogni volta che incrociavi il suo sguardo sapevi di sentirti importante e capito! Il legame perfetto fatto di senso di appartenenza uno all’altro.

Ci siamo un po’ persi ora che non lo possiamo più vedere attorno, nei suoi angoli di casa preferiti, ma lo sentiamo ovunque e ci capita spesso di dire cosa avrebbe fatto in questo o quell’altro caso, di fingere che sia lì ad aspettare il suo bastoncino con il muso a terra e due occhi grandi così, che sia sul divano spaparanzato sulla coperta con noi e che alla parola “andiamo” scatti ancora come un matto a grattarci le gambe e a spingere col muso le scarpe per correre poi a mangiare le crocchette velocissimo senza neanche riuscire a trattenere l’ansia per farsi mettere il guinzaglio.

Kiwi era un matto, ha sempre avuto fin da piccolo la voglia di esplorare di correre e andare, “curioso come Kiwi” lo chiamavamo. Abbiamo dovuto costruire una gabbia per leoni attorno alla ringhiera del giardino per non farlo scappare e lui a volte trovava ancora il modo, era “a forma di tubo” come gli dicevo io e quindi ogni buco lo usava come via di fuga. In fuga verso le sue scoperte fino alla fine e sfortunello come me fino alla fine, l’ultimo maledetto treno della sera. Farei di tutto per tornare indietro a 5 minuti prima ed evitare tutto quando volevo portarlo dentro con me invece di lasciarlo lì fuori a giocare con l’altro cane, il suo amico speciale Spenky! 

Kiwi ha condiviso momenti difficili e momenti di gioia con noi e per questo per noi non è stato solo un cane, ma un vero e insostituibile famigliare che ha lasciato un vuoto enorme e incolmabile nonostante fosse un meticcio di 5,5kg dalle orecchie troppo grandi e da un cuore IMMENSO! Vorrei che il messaggio lasciato da questo amico speciale arrivi a tutti perché un cane è per la vita e non importa quanto lunga sia questa vita insieme. Dategli tutto come lui lo da a voi e quello che riceverete sarà sempre il doppio. Un cane non parla, ma comunica più di certe persone, basta saperlo ascoltare. Quello che Kiwi ha comunicato a noi è stato amore puro e incondizionato, quell’amore che tanti umani non sanno nemmeno esprimere a parole.

Lui non è stato solo un cane, ma un essere speciale mandatoci per portare il sole e per essere protetto dalle sue mille paure! Con lui avevamo un senso in più e l’amore era triplo! 

Al nostro piccolo grande amico così simile a me come nessuno mai!

Grazie per esserci stato e esserti donato!”


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Libri consigliati…

Capisci di aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico. (Paul Sweeney)

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