Educatori, istruttori, tecnici, veterinari, veterinari comportamentalisti e molti altri.
Che confusione e adesso chi mi può aiutare con il mio cane?
Le figure professionali in questo campo sono molte e diverse e anche nella stessa categoria ci sono diversi rami. Da una parte è bene, abbiamo più scelta, le figure si sono specializzate su un campo più specifico. Diventa più difficile, però, capire a chi rivolgersi, soprattutto in ambito cinofilo, dove per molti il cane è solo un cane, dove gli stessi professionisti si muovono secondo scuole e pensieri diversi (alcuni vecchi altri forse troppo naïve).
Proviamo a mettere un po’ di ordine.
Veterinario
Il veterinario è una persona che ha seguito un percorso universitario in medicina animale. Ci sono veterinari più specializzati verso animali di grande taglia (mucche, cavalli, pecore…) e quelli verso animali “casalinghi” (cani, gatti, conigli) e anche per animali esotici.
Si occupa della salute fisica dell’individuo, come per noi il medico.
Può avere approcci più orientati alla medicina tradizionale o affiancare anche approcci più omeopatici.
Ci sono veterinari “generici” (tipo il nostro medico di base) e poi ci sono gli specialisti: in nutrizione, ortopedia..
Formazione e ambito clinico
– Laurea in Medicina Veterinaria (5–6 anni), abilitazione e iscrizione all’Ordine.
– Diagnosi e terapia di malattie fisiche: visite generali, esami di laboratorio, imaging (radiografie, ecografie), interventi chirurgici, vaccini, terapie farmacologiche.
– Cura di tutte le patologie “classiche” (infettive, metaboliche, traumatiche, degenerative).Ruolo e approccio
– Ruolo medico-chirurgico, focalizzato su salute, prevenzione e cura fisica.
– Opera in ambulatorio, cliniche, ospedali veterinari.
Veterinario Comportamentalista
E’ un veterinario che oltre ad aver conseguito la laurea si è poi specializzato nel comportamento animale sia dal punto di vista etologico che patologico.
Formazione specialistica
– Dopo la laurea, frequenta corsi post-laurea riconosciuti (scuole di specializzazione universitarie o master in Etologia e Patologia del Comportamento Animale).Ambito d’intervento
– Valuta e tratta problemi comportamentali quali: ansia da separazione, aggressività, fobie, marcature in casa, compulsioni.
– Integra valutazione medica (escludendo cause organiche) con analisi etologica: osserva rapporti con l’ambiente, routine, stimoli stressanti.Approccio terapeutico
– Predispone piani di modifica comportamentale: esercizi di desensibilizzazione, rinforzo positivo, cambiamenti ambientali.
– Può prescrivere psicofarmaci o integratori (ad es. fluoxetina, feromoni…) per supportare il programma comportamentale.
– Collabora spesso con educatori, istruttori e proprietari per un intervento multidisciplinare.
Potresti aver sentito parlare anche di Veterinari Comportamentisti (le parole sono simili, ma diverse). Non si tratta di una qualifica diversa dai veterinari comportamentalisti, ma di un approccio diverso: cioè per i primi (vet. comportamentisti) i comportamenti di un individuo (nel nostro caso il cane) sono il frutto di uno stimolo che ha prodotto una risposta, escludendo processi interni, ma basandosi solo su ciò che è misurabile e osservabile. Non considerano, a differenza dei vet. comportamentalisti, la parte emozionale, le esperienze, la personalità dell’individuo.
Tuttavia, questo approccio risulta sterile, perché considera l’animale come un mero automa, mentre invece è dotato di emozioni, esperienze e personalità uniche.
In Italia tutti i medici veterinari (quindi anche i veterinari comportamentalisti) sono obbligatoriamente iscritti all’albo professionale provinciale, e gli Ordini provinciali fanno parte della Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI).
Educatori cinofili
Entriamo nel mio campo.
Il percorso universitario per diventare educatori cinofili è abbastanza recente e credo che l’unico sia all’università di Pisa. Dura circa 3 anni.
Esistono poi dei master sul comportamento cinofilo per chi ha già una laurea (in Medicina Veterinaria, Zootecnica..).
I più tanti (presumo come me), si sono formati in scuole private e enti di promozione sportiva con certificazioni riconosciute da Federazioni e/o Enci.
Non essendoci un percorso uniforme (sia in termini di contenuti che di ore), le competenze che un educatore acquisisce dipendono dalla proposta della scuola così come dalla propria volontà di approfondire gli argomenti e fare pratica sul campo.
Consegue che ci sono molti approcci differenti, a volte proprio opposti.
Percorsi di studi che portano avanti il concetto che il cane deve obbedire senza se e senza ma, che usano approcci discutibili, ancora basati sulla coercizione.
Altri che si basano sulle nuove conoscenze rispetto all’etologia del cane e lo considerano un individuo a tutto tondo (emozioni, esperienze, personalità..).
Alcune scuole che tengono il percorso di studi tutto in presenza, altre tutto online, altre un mix.
L’educatore cinofilo di solito si occupa di ciò che riguarda l’educazione di base per una sana convivenza con la famiglia (convivenza a casa, passeggiata e gestione del guinzaglio, libertà, segnali di base…)
Ma non esistendo un percorso uniforme per tutti ed essendoci molti “master”, “webinar”, “corsi di approfondimento”, esperienza personale, a volte l’educatore cinofilo ha acquisito competenze che gli permettono di poter aiutare anche cani “più complessi” (fobie, aggressività…).
Istruttore
E questa figura sarà solo una? Ovvio che no!
Anche in questo caso ci sono diverse specializzazioni: per esempio io ho la qualifica di “Istruttore in Riabilitazione Cognitivo Comportamentale” e “Istruttore in conduzione di gruppi e classi di Socializzazione”.
Perché diversi titoli? Perché dipende dalle federazioni, dalle scuole…un gran casino per chi cerca solo qualcuno che lo possa aiutare.
Potrei anche diventare Istruttore di Treiball (che è uno sport), oppure Istruttore di Mantrailing (che è la ricerca di persone scomparse) e così via.
Capite che esiste una grande differenza tra questi 4 istruttori?
Il primo (cioè Istr. in Riabilitazione cognitivo comportamentale) dovrebbe avere competenze per aiutare cani con difficoltà quali aggressività, fobie ecc, entrare nella loro testa, capire le difficoltà emotive ecc.
Il secondo (Istrut. in conduzione di gruppi e classi di Socializzazione) dovrebbe avere competenze per gestire un gruppo di cani e persone insieme, saper osservare le dinamiche tra loro, aiutare i proprietari a vederle, costruire esperienze di comunicazione e condivisione per i cani.
L’istruttore di Treiball e quello di Mantrailing si occupano di discipline ben definite, sono come un allenatore di calcio. Ci si concentra nello sviluppare determinate abilità sportive e lavorative.
Ne consegue di nuovo, che se il mio cane aggredisce i passanti durante la passeggiata, cercherò un istruttore, ma devo pur sapere che Istruttore è!
Altrimenti è come avere problemi di respirazione e andare da un ortopedico (tanto sono medici tutti e due…no?)
Certo che l’istruttore di Treiball può essere 10 volte più bravo di quello specializzato in Riabilitazione Cognitiva e saperne mille volte di più perché ha approfondito l’argomento…ma verificatelo caspita!
Tecnici
E i tecnici? Aiuto…altra figura!!!
Se guardate nel mio percorso ( Il percorso di Federica ) leggerete “Tecnico Progetto Prime Orme”, “Tecnico MobilityDog”, “Tecnico Protocollo di Sicurezza”.
Vi dico la verità, non so chi decida il nome della qualifica, perché spesso la differenza tra le figure è veramente sottile. Per quello che mi riguarda se l’avessero chiamata “Istruttore in MobilityDog” sarebbe stato tanto uguale.
In teoria i tecnici sono ancora allenatori, se vogliamo semplificare. Si occupano di fornire competenze specifiche al binomio.
Di solito per ottenere queste qualifiche si deve già avere un diploma di educatore cinofilo.
La figura del Tecnico Progetto Prime Orme si occupa di mettere in atto un percorso esperienziale (dalle manipolazioni ai primi approcci con oggetti per esempio) per cuccioli quando ancora sono con la mamma, quindi prima che vengano adottati. Non si tratta di insegnare al cucciolo esercizi (quali seduto, resta..) o problemi di salto addosso..quanto guidarli in queste prime esperienze di contatto con il mondo (odori, rumori, coccole..).
Una figura che oltre ad avere questa qualifica è pure Educatore cinofilo o Istruttore in Riabilitazione (cioè più orientato sul comportamento) sarà in grado di fondere le competenze acquisite nei vari percorsi di studio, perché le competenze sono affini, sono correlate tra loro…a differenza di un Istruttore prettamente sportivo, no?
Non che quest’ultimo non sia in grado, ma proprio per affinità di temi.
Così come il Tecnico in MobilityDog che si occupa di creare un percorso ad ostacoli e guidare il binomio nel superamento degli stessi aiutando la persona ed il cane a comunicare tra di loro, ad aiutarsi, sfruttando appunto l’ostacolo come mezzo e non tanto come obiettivo.
Addestratori
Questa parola è spesso associata ad un tipo di attività “vecchio stampo”, in cui il cane era visto più o meno come un soldato che doveva obbedire a ciò che la persona di turno imponeva.
I modi di insegnamento erano abbastanza militareschi, oggi diremmo più coercitivi.
Fortunatamente, anche se c’è ancora chi adotta questi approcci e “addestratori” che, anche se hanno abbandonato questi mezzi comunque la vedono ancora un po’ così, il modo di approcciarsi ed interagire con un cane è un po’ migliorato.
Nell’ultimo decennio il termine “addestratore cinofilo” è stato progressivamente soppiantato da “istruttore” e soprattutto da “educatore cinofilo” nei percorsi formativi ufficiali.
Con l’entrata in vigore della norma tecnica UNI 11790:2020, è stata ufficializzata la figura dell’Educatore Cinofilo (e dell’“Esperto Cinofilo nell’Area Comportamentale”), relegando “addestratore” a un’etichetta più libera ma non riconosciuta a livello normativo UNI – Ente Italiano di Normazione.
Nei tavoli di concertazione che hanno recepito la CEN CWA 16979 (“Dog Training Professional”) e poi la UNI 11790, si è scelto di adottare Educatore Cinofilo come dizione unica per il corso di base; da lì molti enti — sia privati sia pubblici (ENCI/EPS) — hanno ribattezzato i loro programmi “Corso per Educatore” o “Corso per Istruttore Cinofilo” anziché “Corso di Addestramento”
Insomma un po’ di termini e figure che spesso si sovrappongono e che spesso ignorano volontariamente o involontariamente dove finisce il proprio campo e dove inizia quello di un altro.
Prendendo per esempio 10 educatori cinofili, avrete probabilmente 10 percorsi diversi, che dipendono dal modo di lavorare di quella persona, dal suo approccio, dal suo modo di organizzarsi, dai suoi studi, dalle sue competenze, dalla sua personalità.
Come scegliere?
Alcune linee guida potrebbero essere:
- Definisci il bisogno: salute fisica, problemi comportamentali, educazione di base, attività speciali
- Verifica il percorso formativo e le specializzazioni
- Consulta recensioni e riferimenti (siti, social, passaparola)
- Incontra il professionista e valuta metodologie, approccio
Il mio consiglio per capire a chi rivolgersi è di trovare informazioni su come lavora la persona a cui pensate di affidarvi, capire anche cosa ha studiato, se si tiene aggiornato, quale approccio ha.
Oggi si trovano un sacco di informazioni sia sui social sia sul sito web del centro cinofilo e ancora meglio per esperienza diretta di persone che hanno intrapreso un percorso con questa persona (sia di educazione, che sportivo o altro).
E poi ovviamente, lo vedrete anche di persona quando inizierà a seguirvi se avete deciso di dargli fiducia.
Tra le parole d’ordine dovrebbe esserci il rispetto e l’umanità per il vostro cane.
