Come ormai ogni mese, eccoci con l’articolo scelto nel sondaggio del canale WhatsApp per la serie Articoli da cani.
Questa volta parliamo di Clicker Training. Qualcuno ne ha sentito parlare, qualcun altro lo utilizza, ma spesso non è chiaro cosa sia davvero e perché possa essere uno strumento così interessante.
Non è un’attività che propongo abitualmente durante un percorso educativo. Di solito la riservo alle famiglie che desiderano approfondire un modo diverso di lavorare e comunicare con il proprio cane.
Il clicker, o per essere più precisi, il Clicker Training prevede l’utilizzo di una scatolina metallica che produce un suono (click) per marcare in maniera esatta l’istante in cui il nostro cane sta facendo una certa azione. Partendo da questo concetto, cioè “dico esattamente al mio cane che quella cosa è quella che volevo”, posso costruire un sacco di comportamenti con estrema precisione: da comportamenti più giocosi come il fingersi morto o fare l’orsetto a comportamenti più seri come l’aspettare, oppure il segnalare una sostanza.
Cosa ci insegna il Clicker Training
Perché è un’attività che propongo a chi vuole andare oltre il percorso di educazione?
Perché i vantaggi sono molteplici sia per noi che per il nostro amico.
- Prima di tutto, ci porta a ragionare e a capire meglio anche il nostro cane. Spesso diamo scontato di essere chiarissimi nel dare indicazioni (vocali o gestuali) e, se il cane non capisce, la conclusione è sempre la stessa: “è lui che è gnucco”.
Quando si entra nel processo del clicker e di come lo si utilizza correttamente, si capisce come a contare tantissimo siano anche le nostre indicazioni e quanto è importante anche il tempismo sia nel cliccare la scatolina sia nel premiare. Questo passa da noi, non dal nostro cane. - Nelle prime sessioni di lavoro insieme utilizziamo il clicker tra noi persone (quindi non con il cane, ma proprio con la persona).
Dopo aver spiegato cosa farò con il clicker e cosa dovrà fare la persona diamo inizio alle danze.
In questi momenti operativi vedo spesso espressioni perplesse. La persona deve semplicemente provare a fare qualcosa. Ma qui in molti si bloccano.
È una situazione che mi diverte un sacco: la persona mi dice “cosa devo fare?”, oppure “eh ma adesso non so più che fare”.
Per una volta è la persona a sperimentare la sensazione di non sapere esattamente cosa ci si aspetta da lei. È una situazione che ricorda molto quella che vivono spesso i cani quando diamo per scontato che comprendano il significato delle nostre parole o dei nostri gesti. Con una differenza importante: la persona e io parliamo la stessa lingua.
Questo cambio di prospettiva fa bene a tutti, me compresa. Troppe volte pretendiamo che capiscano al volo qualcosa senza possibilità di errore. - Un altro aspetto che mi piace un sacco è che il Clicker Training si basa su prove ed errori.
Chi è “sotto clicker” prova e può sbagliare senza conseguenze (cosa non così scontata). Questo è fortissimo come aspetto.
Quante volte capita di non provare per paura di sbagliare? Durante gli incontri, ma anche in tanti altri aspetti della vita se ci si pensa. Il Clicker Training ha questo di bellissimo: se vuoi andare avanti devi provare. Se sbagli…si riprova. - Richiede preparazione. Non è uno strumento che si prende così in mano svogliatamente. Si deve essere sul pezzo e avere le idee chiare prima di iniziare. Altrimenti è solo un gran casino.
Il programma da seguire deve essere nella mia testa prima di iniziare. Altrimenti mi prendo un momento, carta e penna e scrivo.
E per il nostro cane? Anche per lui il Clicker Training offre diversi spunti interessanti.
- È un’attività collaborativa: non siamo uno contro l’altro ma lavoriamo insieme per arrivare all’obiettivo.
- Ha la possibilità di provare, sbagliare e riprovare.
Proprio partendo da questo concetto, non sono d’accordo con chi afferma che “il clicker rende il cane un robot”. Al contrario, il cane è chiamato a partecipare attivamente all’apprendimento. Non gli viene semplicemente detto cosa fare: prova, sbaglia, sperimenta e, attraverso i suoi tentativi, arriva a trovare la soluzione. Ed è anche questo un aspetto che apprezzo davvero tanto. - Richiede concentrazione, sia da parte nostra che del cane.
La capacità di rimanere concentrati non è scontata. Un cuccioletto di 2 mesi difficilmente manterrà la concentrazione come un cane adulto. Anche un cane adulto può avere difficoltà se mai gli si sono proposte attività più cognitive (come lo possono essere i problem solving per esempio). - Ci si diverte insieme. E questo è altrettanto importante. Se proponiamo un’attività al nostro cane, dovrebbe essere piacevole per entrambi.
Oltre a tutto questo, alla fine avremo costruito insieme al nostro cane un nuovo comportamento. Potrà essere qualcosa di giocoso, anche apparentemente inutile, oppure qualcosa di molto utile nella vita quotidiana.
Non entro in questo articolo nei dettagli pratici di come si utilizza il clicker, perché credo che sia un’attività da vedere e sperimentare insieme.
Non è adatto a tutti
Prima di iniziare è necessario valutare diversi aspetti: chi è il cane che abbiamo davanti, quale esperienza ha con questo tipo di attività, la sua età, le sue condizioni fisiche e molto altro.
Per questo motivo, personalmente, lo propongo soprattutto a cani adolescenti, adulti e anche anziani. Con i cuccioli preferisco concentrarmi su altro: hanno già tante esperienze nuove da affrontare e, trattandosi di un’attività che richiede una certa capacità di concentrazione, ritengo sia più adatta a una fase successiva della loro crescita.
Il Clicker Training, almeno per come lo vivo io, non è semplicemente un modo per insegnare un comportamento in più. È un’attività che ci invita a osservare meglio il nostro cane, a essere più chiari nella comunicazione e ad accettare che imparare significa anche provare, sbagliare e riprovare.
Alla fine non è importante se il cane ha imparato a fare l’orsetto, a chiudere un cassetto o un comportamento utile nella vita quotidiana.
Quello che conta davvero è il percorso fatto insieme. Durante tutto il lavoro non impara solo il cane: impariamo anche noi a osservare meglio, a essere più chiari e a comunicare in modo diverso.
Per chi desidera approfondire questo tipo di attività, il Clicker Training è disponibile anche tra i servizi del centro cinofilo.
Se vuoi vedere qualche esempio pratico di Clicker Training, trovi qui alcune attività fatte a suo tempo con Unam:
Unam e Calzini – Clicker Training e Unam “Chiudi” la porta – Clicker Training

Nel mio lavoro come educatore e istruttore cinofilo mi occupo della relazione tra cane e persona, attraverso osservazione, comprensione e costruzione di consapevolezza.
Molti comportamenti non sono “problemi da risolvere”, ma segnali da leggere nel contesto: ambiente, storia del cane e relazione.
Questo approccio lo porto avanti anche attraverso un libro che ho scritto, “È come tenersi per mano. Guardare ciò che accade dietro al guinzaglio.” in cui approfondisco relazione, osservazione e lettura del comportamento del cane. Il libro è disponibile qui: Amazon => È come tenersi per mano.
Sul sito trovi articoli e approfondimenti su questo approccio: non “aggiustare il cane”, ma imparare a leggerlo meglio.
